Senza destinatario.

Mi fermo e ti scrivo.
Per poterti dire come sto e potermi liberare un po’ del peso della mia anima pigra.
Ho tanti modi per scriverti, ma in questo modo sarà più semplice, più diretto.
In questo modo, forse, mi ricorderò di contattarti, di mandarti un messaggio,un segnale di vita, anche se breve e momentaneo.
Mi sforzerò di raccontarti, di raccontarmi la vita.
Ti prego, però, di aiutarmi, a tua volta, a capirla.
Con amore,
Averti a casa è, per me, l’eterna pace.
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Averti a casa è, per me, l’eterna pace.

Take a breath, make a wish
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Take a breath, make a wish

Storia di una tempesta.

Fiori gialli, prati sconfinati.
Riesci ad abbracciare tutto l’universo, in uno sguardo, da qui.

Le ombre tra qualche ora toccheranno il suolo, tu potresti insegnarmi a pedalare?
Andare in bici non è mai stato il mio forte e tra poco sarò troppo grande per iniziare.

Per quanto tempo potró ancora star qui, aggrovigliandomi a te sul prato smeraldo; correre giù dalla collina avvinghiata alla tua mano, sperando di impiglirmi in un soffio d’aria qualsiasi che mi faccia perdere l’equilibio e mi faccia rotolare giù;
per quanto tempo potró riavere la giovane ingenuità, che il tempo e le circostanze hanno osato portarmi via?

"Ho scritto una canzone per te
è un eterno appuntamento in stazione
con il caldo che picchia e un occhiale da sole
e i tuoi occhi lontani dal rumore
di una canzone più bella, molto più bella di così
che non ricordo, non ricordo più
che bella cosa che era e che è
quando io sto in silenzio
o quando
la musica sei tu."
Lodo Guenzi
Ovunque vorrai, 
ci sarà un mondo intero per noi.
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Ovunque vorrai,

ci sarà un mondo intero per noi.

Voli pindarici.

Potrei parlarti, ma capita che le parole si facciano intendere male, che le lettere si accartoccino l’una sull’altra.
Come fare ad essere sinceri con se stessi, quando anche il cielo ti ricatta, sventra le parole, prive di suono, inermi, sull’asfalto bruciato.

Magari se parlassi tu sarebbe tutto più facile, penso.

Non saprei da dove partire, per dirti che perdere il treno è l’ambizione più alta che io possa avere, non riuscire a correre dietro i vagoni, rimanere a guardare le tue pupille dilatarsi, prendere la forma della luce dell’alba, che ci ha accompagnati fin qui, fino alla soglia di questo viaggio senza fine.

C’è una casa, laggiù, che ci ha visti vivere, che è lentamente diventata nostra.
Metteranno in vendita anche quel piccolo angolo di vita, di noi resteranno le canzoni urlate la notte, le strade deserte, le porte bianche, le chiavi e la paura di morire.

E se mettessero in vendita anche tutto questo, di noi, resterebbe quel che gli ostinati continuano a chiamare nulla, ma che, per noi, è ancora il tutto che ci serve per salvare tutto il resto.

Piuma.

Pensami/ tutte le volte che/ sarai tanto lontano/ da non potermi sfiorare gli occhi/ con lo sguardo.

Svuota/ i miei polmoni lividi.

Andar via/ non servirà più/ a strappare al cuore/ le mille speranze che/ per salvarmi/ ho racchiuso nelle tue mani.

Pellicola cinematografica.

Come se tutti questi giorni si facessero lentamente ore, minuti, frammenti di istanti, spezzati e discontinui.

E’ notte, la macchina corre e non torniamo a casa.

Mille viaggi senza fine, per darsi un motivo, una ragione valida, per tornare.

Alcuni sognatori, continuano a credere.

Capita, occasionalmente, di ricevere cartoline dal passato.
Oggi la sera è scura, le stelle si nascondono dietro il muro di nuvole grigie, che raramente lascia uno spiraglio al cielo, per respirare.

Capita, occasionalmente, di pensare al futuro, di fare previsioni, calcoli approssimativi.
Mi capita di sentire nostalgia, la mancanza, e mi sento chiamare da ogni tempo, non so dove guardare, dove andare.

Ma tu, poi, ci credi nell’amicizia? 

Pensavo che sarebbe bello vedersi lontano, poi parlare un po’, poi andare via e ripetere la scena un centinaio di volte, per tutte le volte che non ci è stato possibile.

Pensavo che potremmo ridere un po’ insieme, guardare il sole morire e poi, forse, abbracciarci, come non ci è capitato poi così spesso.

E’ passato molto, molto tempo, ormai, da quando ti ho vista ridere.

E’ una sera sola, un po’ fredda e a tratti vuota.
Sarebbe bello riempirla con le nostre parole.