Antitesi.

Volevo dirti che gli amori muoiono.
In pochi lo capiscono davvero e ci si lasciano morire dentro.
Volevo dirti che potresti non essere mai passato da qui, lasciato il profumo dei tuoi pensieri tra le lenzuola del mio letto.
Volevo dirti che tutto è stato pura meccanica, ripetizione di gesti conseguitisi ogni mese.
Carne e sudore, poco altro.
Sterili parole, sentimenti sfaccettati.
Era facile far finta che il mondo avesse a che fare con noi.
O con te o con me o con chi ci osservava dai vetri del tram.
Il corpo ha capito prima di me che stavi per fuggire, forse dovevi farlo, sicuramente non ne valeva più la pena.

Le storie si ripetono in loop, tornerà qualcuno e poi andrà via.
Ah, già fatto.

Mi partite tutti davanti agli occhi e mi lasciate incastrata qui, senza possibilità di seguirvi.

A morire lentamente, a vedermi morire.
Vita in rovina, sono questo.
Non ho più amore, nè terra o destinazione.

Mi appoggio al vuoto e, nel vuoto, sprofondo.

Terrore e abuso.

Doversi perdere e poi, incessantemente, ritrovarsi.
Destino umano.

Credere di aver finito, all’inizio.
Credere di aver iniziato, alla fine.

Autocommiserarsi, senza mai amarsi.
Rincorrere il limite del mondo, cercare l’interruzione del suono,
sfiorarlo e frantumarlo.

Guerre perse contro sé stessi.

E cercare un motivo, un motivo valido, per vincere.

Reduci di guerra.

Occhi.
Erano solo occhi.
E anime perse, giochi di parole.
Baci ricamati sulle lenzuola bianche.

Il cielo si espande, si squarcia, cade sulle teste degli amanti segreti.
Piccole perfezioni momentanee si dispiegano nelle loro vite scarne e denutrite.

Sembra essere una coincidenza, questo inesorabile scontrarsi di corpi.
Voci soffuse, lettere incomprensibili.

I giorni da vivere distanti si susseguono, senza troppo sforzo.
La notte porta bei sogni sotto le coperte: appuntamenti lontani, sorrisi da rimandare.

Poi parole, parole infinite, ad occhi chiusi, con le tue mani calde sui miei occhi, la tua maglia verde, il tuo essere ancora bambino, le mille cose che ancora ti lasciano senza fiato.

Il tuo respiro pesante nel sonno.

Non dimentico quei giorni pieni di caldo e pieni di buio, prima che il tuo aereo prendesse il volo.

Le tue labbra,le tue dita, il tuo respiro.
E’ ancora tutto incollato alla mia pelle bianca.

E non andranno via, non ancora.

Il tempo è vicino.
Basterà solo attenderlo.

"Ti regalo i miei occhi,
per avere in cambio nulla."

Non era fare l’amore, era una guerra a chi faceva godere di più. Alla fine divenne amore.
Piano piano e poi tutto insieme.

Can we live forever?
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Can we live forever?

"Quindi io ti immagino così.
Verso una deriva alla quale non opponi resistenza, con una tiepida curiosità di sapere dove mai ti condurrà.
E, nel frattempo, hai il caos nel cuore, che ti fa stringere solo aria nelle mani e nelle quali vorresti sentire ancora quell’appartenenza a cui tende il tuo spirito.
Qualsiasi cosa tu possa perdere, comunque, questa rimarrà con te per un tempo più o meno lungo, in maniera direttamente proporzionale al grado di profondità a cui le hai concesso di scendere."
Emanuele a Ilenia.
Fra un minuto non saprò più chi sei e tu non saprai più chi sono io.Ma saremo insieme. Come deve essere. La gente buona finisce all’inferno, perchè non è capace di perdonarsi. Io so di non riuscirci, ma riesco a perdonare te.
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Fra un minuto non saprò più chi sei e tu non saprai più chi sono io.
Ma saremo insieme. Come deve essere. 
La gente buona finisce all’inferno, perchè non è capace di perdonarsi. 
Io so di non riuscirci, 
ma riesco a perdonare te.

Last kiss - Lost lovers
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Last kiss - Lost lovers

"

E che ora fa lì da te?
che giorno è?
è estate?
c’è luce?
è già notte?
com’è la luna?
il sole picchia?
cosa vedi al mercato?
che frutti vedi quando vai al mercato?
che colori ci sono per strada?
che odori?
che puzze?
che profumi?

i tetti sono piatti o a punta?
ci sono alberi?
fiumi?
c’è un mare?
il lago?
si vedono montagne?
sei circondata dal cemento?
fa freddo?
i bambini giocano per strada?

e se ti guardi allo specchio?
cosa vedi quando ti vedi dentro lo specchio?
che occhi hai?
sei bella?
sono grandi i tuoi occhi?
e come li porti i capelli?
sono sciolti?
ricci?
sono corti?
prova a sorridere
com’è questo sorriso?
sai dirlo?

come sei vestita?
hai un vestito leggero colorato?
verde?
blu?
un maglione pesante?
che scarpe porti?
stai fumando?
sei nuda?
com’è la tua bocca?

da qualche parte c’è qualcuno?
di là nell’altra stanza c’è qualcuno che ti vuole bene?
che c’è?
ti senti sola?
cosa vedi dalla finestra adesso?
i rondoni?
volano bassi vero?
anche qui
vuol dire che sta arrivando il temporale
chiudi bene le finestre
siediti
fai un respiro lungo
se ce la fai
scrivimi una poesia.

"
Chiudi bene le finestre - Guido Catalano